Ambito Territoriale di Caccia

attività consentite in “zona arancione” art. 2 DPCM 3 novembre 2020.

Si riporta di seguito la nota di chiarimenti del Vicepresidente Imprudente.

 

GIUNTA REGIONALE
VICEPRESIDENTE DELLA GIUNTA REGIONALE CON DELEGA AGRICOLTURA, CACCIA E PESCA,
PARCHI E RISERVE NATURALI, SISTEMA IDRICO E AMBIENTE


Prot. N. 98 / Segr. SW L’Aquila, lì 12/11/2020


                                                                                           Alle Organizzazioni Professionali Agricole
                                                                                           Agli organi di stampa


OGGETTO: attività consentite in “zona arancione” art. 2 DPCM 3 novembre 2020.


Con riferimento all’ordinanza del Ministro della Salute del 10 novembre 2020 con la quale la regione
Abruzzo è sottoposta alle misure restrittive della c.d. “zona arancione” di cui all’articolo 2 del D.P.C.M. 3
novembre 2020 e in considerazione della previsione normativa relativa al divieto di
“ogni spostamento … in
un comune diverso da quello di residenza, domicilio o abitazione, salvo che per comprovate esigenze
lavorative, di studio, per motivi di salute, per situazioni di necessità o per svolgere attività o usufruire di
servizi non sospesi e non disponibili in tale comune”
con la presente si chiarisce che, fermo restando
comunque il rispetto di tutte le misure di prevenzione del contagio come previste dalle norme sanitarie:


a)
la raccolta delle olive e gli spostamenti per andare e per tornare dai frantoi sono consentiti al di fuori
del proprio comune di residenza, domicilio o abitazione all’interno della fascia oraria diurna (dalle 5 alle
22); esclusivamente per gli agricoltori professionisti (imprenditori agricoli, dipendenti delle imprese
agricole e coltivatori diretti) gli spostamenti per andare e per tornare dai frantoi sono consentiti anche
durante gli orari notturni ricompresi dalle 22 alle 5 del giorno successivo;


b)
l’attività di ricerca e raccolta dei tartufi, in quanto assimilabile ad attività lavorativa, è consentita
anche al di fuori del proprio comune di residenza, domicilio o abitazione, a condizione che il
raccoglitore abbia sempre con sé:
1. tesserino di abilitazione alla raccolta dei tartufi in corso di validità;
2. copia dell’attestazione del versamento della tassa regionale dell'anno in corso;
3. se non è titolare di P.IVA specifica
(con codice ATECO 02.30.00 “raccolta di prodotti non legnosi del
bosco”), copia dell’attestazione del versamento per sostituto d'imposta entro i 7.000 euro del
modello F24;
la raccolta a titolo amatoriale dei tartufi, nonché quella di funghi, erbe e frutti spontanei, può essere
effettuata esclusivamente nel comune di residenza;


c) è consentito lo spostamento anche al di fuori del proprio comune di residenza, domicilio o abitazione
per
raggiungere orti, vigneti, aree ortofrutticole private e ricoveri di animali;


d) per quanto riguarda l’esercizio dell’attività venatoria si resta in attesa di pronunciamenti ed indicazioni
da parte del Ministero e delle autorità competenti appositamente interpellate, con l’auspicio che possa
essere consentito lo spostamento anche al di fuori del proprio comune, al fine di contenere le
popolazioni, in particolare, di cinghiali, nell’interesse pubblico di salvaguardia dell’incolumità e della
salute dei cittadini (incidenti stradali e diffusione della peste suina), nonché per limitare copiosi danni
all'agricoltura.


IL VICEPRESIDENTE
E
MANUELE IMPRUDENTE
FIRMATO DIGITALMENTE